Amedeo è un ragazzino che gioca bene a pallone. Non basta. Lui e suo
padre vogliono di più. Vogliono la fama, i soldi, le copertine dei
giornali. Adriano è un uomo senza molti interessi, con una moglie che
lo mantiene. Lui ama la birra e la televisione. Scoprirà che dentro
quella scatolina il mondo è vero, e la sua esistenza cambierà. Nelle
loro vite irrompe con la sua sfacciataggine uno zingaro, che ovviamente
non risulta simpatico a nessuno e che diverrà il parafulmine per i guai
di tutti quanti. Le storie di Amedeo e Adriano finiranno
inevitabilmente per incrociarsi, scontrandosi in un finale tragicomico
e grottesco. "La mischia" è un romanzo che tratteggia l'Italia di oggi
utilizzando il calcio come paradigma. Ne viene fuori una passerella di
personaggi buffi, a volte ridicoli, spesso terrificantemente veri. Il
paese è lì davanti ai nostri occhi, scalcinato e ignorante, gli sguardi
sono rivolti allo stadio ma il quotidiano è poi ben lontano da quei
flash e dai lustrini. Un romanzo breve e veloce, una storia ripresa
"con la telecamera a spalla", un esordio fulminante che riesce a farci
ridere mostrandoci i nervi scoperti, ma concreti, dell'Italia nel
pallone.