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Via della Seta...2

Non ci vendono i biglietti della corriera per andare a Xia He, al monastero di Labrang! La polizia alla stazione dei treni ci aveva detto che si poteva andare ma la bigliettaia è irremovibile: gli ordini sono ordini: “Scordatevi Xia He, è per la vostra sicurezza”. Che fare? E’ sempre una costante questa domanda. Non ce li vendono perché è zona tibetana e durante gli scontri avvenuti nel marzo 2008, Labrang (http://en.wikipedia.org/wiki/Labrang_Monastery) è stato uno dei luoghi dove i monaci hanno sparato, un luogo dove la cultura tibetana è difesa con i denti e con i pugni, e con le armi; un luogo che img_4181faceva parte del Tibet storico, e la polizia ha fatto morti. Dopo un pranzo veloce in un ristorantino decidiamo di cambiare la data dei biglietti del treno e proseguire il nostro viaggio sulla Via della Seta. Si parte, destinazione Jiayuguan (http://it.wikipedia.org/wiki/Jiayuguan).

Scrivendo un diario per gli amici di Altotasso, invece che citare libri da leggere (vi scrivo un paio di titoli se siete interessati ad approfondire l’argomento: Luce Boulnois, La Via della Seta, Tascabili Bompiani; Colin Thubron, Ombre sulla Via della Seta, Edizioni Tea) vi voglio raccontare di 2 uomini e di una coppia che abbiamo conosciuto.
Dopo avere visitato Jiayuguan, con il suo forte e la fine della Grande Muraglia, e le famose tombe dei Wei e dei Jin a 10 metri di profondità fatte di mattoni affrescati con scene di vita quotidiana della vita di frontiera, siamo partiti in pullman per Anxi (anche conosciuta come Guazhou) per fermarci e visitare le Grotte di Yulin (una delle cose più belle che abbia mai visto dell’arte medievale cinese). Ripartiti, la sera siamo finalmente arrivati a Dunhuang. Un paio di giorni per visitare le Dune della Sabbia che canta, le famose grotte di Mogao (http://en.wikipedia.org/wiki/Mogao_Caves) con i suoi affreschi e le sue statue testimonianza dell’arte buddista cinese, con ancora presenti lievi sfumature del sincretismo culturale del regno Kushano (http://it.wikipedia.org/wiki/Impero_Kushan) , e del più famoso e antico Gandhara (http://en.wikipedia.org/wiki/Gandhara ); il passo di Yumen (dove vicino si trova anche la fine della Grande muraglia della dinastia Han) e il caravanserraglio di Hecang. Proprio in questo posto, in mezzo al deserto a 50 km dalla città, abbiamo conosciuto una coppia che vive lì. Sono di un età indefinita, hanno il viso scolpito dal sole e dalla polvere. Lavorano come guardiani del sito archeologico e il governo gli passa un modesto mensile per prevenire i furti dei tombaroli. Hanno una piccola casa fatta di terra e mattoni, coltivano le verdure che mangiano in un pezzo di terra irrigato, allevano conigli, e quando hanno bisogno di andare in città di solito chiedono un passaggio agli autisti che portano i turisti a visitare il forte. Sono 10 anni che vivono in mezzo al deserto, 10 anni che per giorni non parlano con nessuno se non tra di loro, 10 anni che si aiutano a vicenda...e forse si amano di notte, nel deserto, osservando le vecchie mura millenarie bucate dal vento.

Un’altra coppia è stata quella di 2 amici che abbiamo conosciuto sul taxi abusivo, che ci portava la notte alla stazione ferroviaria più vicino a Dunhuang per prendere il treno per Turpan e entrare quindi, finalmente, nello Xinjiang. Sono ragazzi poco più che 30enni che fanno i minatori in giro per la Cina e anche in Asia. Scavano per estrarre carbone, metalli, pietre preziose. Scavano 10 ore al giorno, a raccogliere metalli e minerali a 5000 metri di quota in Tibet, in accampamenti che a volte non hanno il riscaldamento, nelle giungle della Birmania in mezzo al caldo, per tirare fuori dalla terra pietre preziose. 10 mesi all’anno fanno questa vita per circa 5000 Yuan al mese (500 euro) e poi tornano a casa a trovare le loro famiglie per un paio di mesi. Le mogli, i figli, i genitori rimasti a casa, aspettano notizie e soldi da loro. Sono quasi 10 anni che fanno questa vita, intanto i figli crescono e bisogna investire nella loro educazione, le mogli lavorano e risparmiano fino al centesimo per comprare una casa, e gli anziani che accudiscono i più giovani.

Corriamo sulla strada, a volte asfaltata a volte sterrata, chiacchieriamo e fumiamo. Guardo le stelle, è da tanto tempo che non le vedo, abituato alla luce della metropoli e all’inquinamento che vela per la maggior parte dell’anno le stelle sulla città, sono stregato dal loro brillare, luminosissime ci indicano la strada verso la ferrovia, destinazione Turpan.


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