Autore: altotasso

  • Marco de Barba: l’arte che disturba

    Marco de Barba: l’arte che disturba

    Installazione in corso · Altotasso

    Sulle pareti dell’Altotasso è arrivato Marco de Barba, in arte Caccadura: pittore, incisore, figura di spicco dell’underground bolognese. Le sue opere e installazioni abitano adesso i nostri spazi, e li cambiano.

    Arte che non chiede il permesso di disturbare. Come tutto quello che facciamo qui: vino fuori dai circuiti, musica fuori dai palchi, pensiero fuori dalle mode. Marco de Barba è di casa.

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  • Guida all’Altotasso per studenti di Bologna

    Guida all’Altotasso per studenti di Bologna

    Sei a Bologna per studiare. Hai un budget limitato, un esame tra dieci giorni e voglia di uscire stasera comunque. Questa è la guida che nessuno ti ha dato all’orientamento.

    Bologna è la città universitaria più antica del mondo — l’Università esiste dal 1088, ed è una cosa che i bolognesi ti ricordano spesso, come se la longevità dell’istituzione giustificasse qualsiasi altra cosa. Ma al di là del primato storico, c’è qualcosa di concreto che distingue Bologna da Padova, da Pisa, da Ferrara e da tutte le altre città universitarie che si contendono gli studenti fuori sede ogni settembre: la vita che esiste al di fuori dell’università è accessibile, viva e non costruita apposta per voi.

    Non è un complimento ovvio. In molte città universitarie, i locali che frequentano gli studenti sono stati progettati esattamente per loro: prezzi bassi, musica alta, nessuna intenzione di durare. A Bologna esistono anche quelli, ma esistono anche posti che erano qui prima di voi e che saranno qui dopo — posti con una storia, un pubblico misto, un’idea di come si dovrebbe passare una serata che non coincide con il modello del pub universitario anglossassone importato male.

    Trovare quei posti è la vera sfida del primo anno. Questa è una mappa parziale.


    Il problema del Pratello

    Via del Pratello è la strada che tutti ti consigliano per prima. È giusta: è una delle più belle e più vissute del centro storico, con i portici, i locali uno attaccato all’altro, un’energia che cambia a seconda dell’ora e della stagione. Il venerdì sera è piena. Il mercoledì sera è comunque piena. È difficile sbagliarsi.

    Il problema del Pratello è che quando ci vai il venerdì sera con tutti gli altri studenti stai facendo esattamente quello che ci si aspetta che tu faccia. Non è necessariamente sbagliato. Ma c’è una Bologna diversa a duecento metri da lì, che la maggior parte degli studenti impiegano uno o due anni a trovare — se la trovano.

    Quella Bologna è Piazza San Francesco.


    Piazza San Francesco: quello che trovi quando non cerchi un locale per studenti

    Piazza San Francesco è una piazza medievale nel quartiere Porto-Saragozza, a dieci minuti a piedi dall’università. Non è una piazza turistica — non ci sono bancarelle, non ci sono tour organizzati, non ci sono ristoranti con il menù plastificato in cinque lingue. C’è una basilica gotica del XIII secolo, uno dei più antichi esempi di architettura gotica italiana, e ci sono i tavolini dell’Altotasso che guardano la facciata dall’altro lato della piazza.

    L’Altotasso è aperto dal 2004. È nato come enoteca, è diventato nel tempo un pub, un centro culturale, uno spazio espositivo, un posto dove si fanno presentazioni di libri e concerti e mostre fotografiche e serate di cui a volte non sai bene come definire il formato. Ha vinto premi, è in guide enogastronomiche nazionali, ma la cosa che conta di più è che dopo vent’anni è ancora il tipo di posto dove si sta bene senza dover giustificare il motivo per cui ci si sta.

    Il pubblico è misto nel senso letterale del termine: studenti del primo anno, ricercatori, professori, persone che lavorano in ambito culturale, persone che non c’entrano nulla con l’università ma che abitano nel quartiere da vent’anni. Questa mescolanza non è un accidente: è il risultato di vent’anni di gestione coerente. E per uno studente che vuole capire come funziona davvero Bologna — non la Bologna delle guide, ma quella dove vivono i bolognesi — è uno dei posti più utili dove andare.


    Il buffet: la matematica che nessuno ti spiega

    All’Altotasso il buffet dell’aperitivo è gratuito con qualsiasi consumazione, tutte le sere. Crostini, insalate di pasta, verdure grigliate, piatti caldi. Non stuzzichini simbolici: cibo vero, sufficiente per cenare. Si paga solo il bicchiere.

    Il vino della casa parte da 3,00 € per il Frizzante da uve Glera e 3,80 € per il Pignoletto dei Colli Bolognesi — il bianco autoctono bolognese, quello che bevono i bolognesi quando non stanno cercando di impressionare nessuno. Le birre alla spina iniziano da prezzi analoghi: la Pils boema Malastrana, la Blanche agrumata White Riot, la Lager storica Pedavena.

    Tre euro e ottanta. Un calice di Pignoletto. Il buffet è compreso. Questa è la matematica dell’aperitivo bolognese fatto bene.

    La formula funziona perché l’Altotasso non ha mai pensato al buffet come a una promozione: è il modo in cui il locale concepisce l’ospitalità. Chi viene, sta. Chi sta, mangia. Chi mangia, torna. Non è una strategia di marketing, è un’idea di come dovrebbe funzionare un posto dove ci si siede la sera.


    Cosa si beve: oltre il solito spritz

    Lo Spritz è lo Spritz. È ovunque, è buono, non c’è niente di sbagliato in lui. Ma dopo il primo mese a Bologna inizia a diventare monotono, e la domanda è cosa viene dopo.

    All’Altotasso la carta dei vini è costruita intorno a produttori biologici, biodinamici e naturali: Radikon dal Collio friulano, Antico Broilo dai Colli Orientali, Cascina degli Ulivi dal Piemonte. Sono etichette che si trovano nelle enoteche serie di Londra e di Berlino — qui sono disponibili al calice a prezzi da enoteca di quartiere. È un ottimo modo per cominciare a capire cos’è il vino naturale senza dover comprare una bottiglia intera.

    I cocktail includono una sezione pas dosé — drink costruiti senza zuccheri aggiunti, un concetto preso in prestito dalla terminologia dello Champagne e applicato alla miscelazione. È una specialità dell’Altotasso: l’unico menu di questo tipo a Bologna. Se non sai cosa ordinare, chiedi al bancone. Il personale conosce quello che serve e non ti fa sentire in imbarazzo per non sapere la differenza tra un Negroni e un Americano.


    Studiare, uscire, e il problema del martedì sera

    Il vero problema della vita universitaria non è il venerdì sera. Il venerdì sera si risolve da solo — c’è sempre qualcuno che organizza qualcosa, c’è sempre un posto dove andare, il problema è semmai smettere.

    Il vero problema è il martedì sera. Hai studiato per cinque ore, non vuoi stare in casa, non hai soldi da spendere, e tutti i tuoi amici sono a studiare anche loro o sono già usciti senza dirti niente. Il martedì sera è quello che distingue chi ha trovato un posto fisso a Bologna da chi no.

    L’Altotasso funziona bene il martedì sera. Funziona bene anche il lunedì e il mercoledì. Non è vuoto, non è assordante, non ti chiede di essere nel mood giusto per entrarci. Puoi andare da solo con un libro — il tavolo lungo al centro del locale è fatto per questo — oppure con un’altra persona, oppure con un gruppo. Puoi restare un’ora o tre ore. Nessuno conta i bicchieri.

    È il tipo di posto che risolve il martedì sera. E questo, nella vita di uno studente, vale più di qualsiasi promozione sul terzo drink.


    Gli eventi: mostre, presentazioni, musica

    L’Altotasso ospita eventi con continuità: mostre fotografiche e d’arte, presentazioni di libri, reading di poesia, serate tematiche, concerti in formato raccolto. L’ingresso è quasi sempre libero — si paga la consumazione, se si vuole. Il calendario è online e si aggiorna regolarmente.

    Per uno studente, seguire gli eventi di un posto come l’Altotasso è uno dei modi più efficaci per entrare nel tessuto culturale reale della città — quello che non passa dai canali istituzionali dell’università, quello fatto da chi produce cultura indipendente a Bologna. Presentazioni di case editrici piccole, mostre di fotografi che non sono ancora famosi, serate dedicate a temi che raramente entrano nei programmi accademici. È formazione informale, e spesso è più densa di quella formale.

    Se stai lavorando a un progetto — una tesi fotografica, una raccolta di racconti, un progetto artistico di qualsiasi tipo — l’Altotasso offre spazi espositivi gratuiti per artisti indipendenti. Vale la pena chiedere.


    La laurea

    L’Altotasso ha una sezione dedicata alle lauree — feste, aperitivi, serate private per gruppi. Se stai pensando a dove festeggiare, o dove portare famiglia e amici che vengono da fuori per l’occasione, la combinazione di spazio esterno in piazza, buffet incluso e carta dei vini selezionata funziona bene per qualsiasi formato: dal piccolo gruppo di amici alla tavolata allargata. I dettagli sono su altotasso.com/lauree.


    Domande frequenti

    L’Altotasso è adatto agli studenti o è un posto per adulti?

    Entrambe le cose, ed è precisamente questo il punto. Il pubblico è misto per età, per provenienza, per quello che fa nella vita. Non è un locale per studenti nel senso di un posto progettato per loro — è un posto che piace anche agli studenti perché è buono, accessibile e non ti fa sentire fuori posto a qualsiasi età tu abbia.

    Quanto si spende una sera all’Altotasso?

    Con 4-5 euro si beve un calice di vino o una birra e si mangia dal buffet. Con 8-10 euro si passa una serata completa con due consumazioni e cibo. È uno dei rapporti qualità-prezzo migliori del centro storico di Bologna.

    Si può andare da soli?

    Sì, senza nessun disagio. Il tavolo lungo centrale è un classico posto da solitari — ci vai con un libro, un quaderno, il portatile se vuoi. Nessuno ti guarda strano. È uno dei pochi posti a Bologna dove stare da soli la sera è normale e non richiede alcuna giustificazione.

    C’è il wifi?

    Chiedi direttamente al locale. L’Altotasso è un posto dove si viene per stare, non per lavorare davanti a un computer — ma nel tardo pomeriggio, prima che la serata entri nel vivo, è un ottimo posto dove finire un capitolo o rivedere degli appunti con un calice in mano.

    Come ci si arriva dall’università?

    A piedi in 12-15 minuti da Via Zamboni: si scende lungo Via delle Belle Arti o Via Ugo Bassi verso ovest, si supera il centro e si arriva in Piazza San Francesco. Tutto sotto i portici, al riparo dalla pioggia. È uno dei percorsi serali più belli che Bologna offra, e non costa niente.

    Devo prenotare?

    Per una serata normale no. Per eventi speciali, feste di laurea o serate di gruppo è consigliabile contattare il locale in anticipo: altotasso.com/contatti.

    È dog friendly?

    Sì. Se hai un cane — o se hai adottato un cane appena arrivato a Bologna perché sembrava una buona idea e ora stai cercando dove portarlo la sera — l’Altotasso è uno dei posti più attrezzati del centro. Il dehors in piazza ha spazio sufficiente per qualsiasi taglia, e il personale non si scompone.


    Altotasso — Enoteca, Pub e Centro Culturale

    Piazza San Francesco 6/d — 40122 Bologna · Tel. +39 051 238003

    Buffet aperitivo gratuito ogni sera con qualsiasi consumazione.

    Orari: Dom–Mar 17:00–2:00 · Mer–Gio 17:00–3:15 · Ven–Sab 16:30–4:45

    Dog friendly · Spazio espositivo per artisti indipendenti · Feste di laurea

    Menu · Prossimi eventi · Lauree

  • Cosa fare a Bologna di sera senza spendere molto

    Cosa fare a Bologna di sera senza spendere molto

    Bologna di sera non richiede soldi. Richiede sapere dove andare. Questa è una guida concreta per chi vuole uscire bene spendendo poco — studenti, visitatori e bolognesi che hanno smesso di cercare.

    Bologna è una delle città italiane dove è più facile passare una serata degna senza svuotare il portafoglio. Non perché sia economica in assoluto — non lo è — ma perché ha una tradizione radicata di socialità accessibile: il buffet dell’aperitivo gratuito, i portici dove si cammina senza meta, le piazze che diventano salotti alle otto di sera, i locali che non ti spingono via dopo il secondo bicchiere.

    Il problema non è trovare qualcosa da fare. Il problema è sapere cosa cercare e dove.


    Sommario

    1. L’aperitivo con buffet gratuito
    2. Camminare sotto i portici
    3. Le piazze della sera
    4. Eventi culturali gratuiti o a basso costo
    5. Un calice di vino che vale la spesa
    6. I quartieri giusti
    7. Domande frequenti


    1. L’aperitivo con buffet gratuito

    Il sistema dell’aperitivo con buffet incluso è una delle cose migliori che Bologna abbia inventato. In alcuni locali — non tutti, ma quelli che conta sapere — paghi la consumazione e il cibo è compreso. Non stuzzichini simbolici: crostini, insalate di pasta, verdure grigliate, piatti caldi. Una cena mascherata da aperitivo, senza che nessuno te lo dica esplicitamente.

    Altotasso, in Piazza San Francesco 6/d, funziona così da vent’anni. Si ordina un calice — il vino della casa parte da 3,00 € per il Frizzante da uve Glera, 3,80 € per il Pignoletto — e il buffet è gratuito. Ogni sera. Senza sovrapprezzo, senza coperto, senza un limite di portate.

    Con meno di quattro euro si mangia e si beve. Difficile fare di meglio nel centro storico di una città universitaria italiana.

    Il meccanismo funziona perché il locale non guadagna sul cibo ma sulla permanenza: chi sta bene si ferma, ordina un secondo calice, porta gli amici la settimana dopo. È un modello diverso dalla ristorazione classica, e per chi ha un budget limitato è una delle migliori notizie della serata.


    2. Camminare sotto i portici

    Bologna ha quaranta chilometri di portici. Sono patrimonio UNESCO dal 2021, ma soprattutto sono la struttura architettonica che rende la città vivibile di sera in qualsiasi condizione atmosferica: si cammina al riparo dalla pioggia in inverno, all’ombra dal sole in estate, con una continuità di spazio coperto che non ha equivalenti in Italia.

    Camminare sotto i portici di sera non costa niente e non richiede programmi. Il percorso da Piazza Maggiore verso Piazza San Francesco — lungo Via Ugo Bassi, poi attraverso il quartiere Porto-Saragozza — è uno dei più belli: architettura medievale e rinascimentale, botteghe artigiane, la progressiva diminuzione del flusso turistico man mano che ci si allontana dal centro.

    I portici di Via Zamboni, nel cuore universitario, hanno un carattere diverso: più giovani, più movimento, librerie indipendenti con le vetrine accese fino a tardi. Quelli di Strada Maggiore verso Santo Stefano sono più eleganti e silenziosi. Ogni percorso ha una sua logica e il modo migliore per trovarla è non avere una destinazione fissa.


    3. Le piazze della sera

    Le piazze di Bologna di sera non sono spazi vuoti da attraversare: sono luoghi in cui la città si ferma. Conoscere le differenze tra loro aiuta a scegliere quella che corrisponde all’umore della serata.

    Piazza Maggiore è il centro civile della città. Di sera si riempie ma mantiene una certa compostezza: gruppi di turisti, coppie, qualche studente. La facciata di San Petronio si illumina e il palazzetto del Podestà riflette la luce dei lampioni. È il posto da vedere almeno una volta, non necessariamente ogni sera.

    Piazza Verdi è la piazza universitaria per eccellenza. Di sera — soprattutto nei mesi più caldi — si riempie di studenti che portano bottiglie e strumenti. È rumorosa, caotica, viva. Il tipo di posto dove ci si può fermare per venti minuti o per tre ore, a seconda di cosa si cerca.

    Piazza San Francesco ha un ritmo diverso da entrambe. È una piazza di quartiere, non turistica, con la Basilica gotica sul lato principale e i tavolini di Altotasso che la guardano dall’altro lato. Di sera la piazza si anima senza mai diventare caotica: il tipo di posto dove si può stare seduti a parlare per ore senza che nessuno si accorga del tempo che passa.


    4. Eventi culturali gratuiti o a basso costo

    Bologna produce eventi culturali con una densità che sorprende chi viene da fuori. Non tutti sono gratuiti, ma molti lo sono — e quelli a pagamento raramente superano i dieci euro.

    Altotasso ospita eventi con continuità: mostre fotografiche e di arti visive, presentazioni di libri, reading di poesia, serate tematiche. L’ingresso è generalmente libero — la consumazione è facoltativa o molto contenuta. Il calendario eventi è disponibile online e si aggiorna regolarmente.

    Il MAMbo — Museo d’Arte Moderna di Bologna, a pochi minuti da Piazza San Francesco — offre spesso aperture serali e tariffe ridotte. La collezione permanente del Novecento italiano è tra le più complete d’Italia.

    Piazza Maggiore in estate ospita proiezioni cinematografiche all’aperto nell’ambito della rassegna Il Cinema Ritrovato, organizzata dalla Cineteca di Bologna: film restaurati proiettati all’aperto di notte, con ingresso gratuito o a costo simbolico. È una delle cose più belle che Bologna sa offrire d’estate e una delle meno conosciute fuori dalla città.

    Le chiese del centro — Santo Stefano, San Domenico, Santa Maria dei Servi — ospitano concerti di musica sacra e classica, spesso gratuiti, con una frequenza che varia per stagione. Vale la pena tenerle d’occhio.


    5. Un calice di vino che vale la spesa

    Bere bene a Bologna non richiede di spendere molto — richiede di scegliere il posto giusto. La differenza tra un calice da tre euro in un’enoteca seria e un calice da tre euro in un bar qualsiasi è enorme: nel primo caso si beve qualcosa di selezionato da chi conosce i produttori; nel secondo si beve qualcosa comprato all’ingrosso senza criteri.

    Ad Altotasso il vino della casa è scelto con la stessa attenzione dei vini in carta. Il Pignoletto frizzante dei Colli Bolognesi — il bianco autoctono bolognese per eccellenza — è a 3,80 €. Il Frizzante da uve Glera è a 3,00 €. Il Pecorino biologico d’Abruzzo è a prezzi analoghi. Sono vini che fuori da qui si trovano in enoteca a prezzo ben diverso.

    Per chi preferisce la birra, le spine partono da prezzi equivalenti: la Pils boema Malastrana, la Blanche agrumata White Riot, la Lager storica Pedavena. Stili diversi, tutti con un’identità precisa, nessuno comprato per riempire il fusto.

    Il calice di vino più economico non è quello che costa meno. È quello che vale quello che costa — e che arriva con il buffet incluso.


    6. I quartieri giusti

    Non tutte le zone di Bologna costano uguale. I locali intorno a Piazza Maggiore e nel Quadrilatero applicano un sovrapprezzo implicito per la posizione e per il flusso turistico che intercettano. Allontanarsi di duecento metri cambia spesso sia i prezzi che la qualità dell’esperienza.

    Pratello e Piazza San Francesco — la zona migliore per una serata con budget limitato. Locali radicati nel quartiere, prezzi onesti, atmosfera autentica. Via del Pratello è la strada più lunga e animata: trenta locali in fila sotto i portici, ognuno con il proprio carattere. Piazza San Francesco è il punto di approdo naturale: più tranquilla, con la basilica medievale sullo sfondo e i tavolini di Altotasso che danno direttamente sulla piazza.

    Zona universitaria — Via Zamboni — l’energia è alta e i prezzi sono competitivi. Il pubblico è prevalentemente studentesco. Non è la zona più tranquilla, ma è quella con la maggiore concentrazione di locali accessibili nei pressi della piazza Verdi.

    Santo Stefano e Strada Maggiore — più elegante e silenzioso. I locali sono in genere di qualità alta ma i prezzi lo riflettono. È la scelta per chi vuole una serata più tranquilla e non ha il problema del budget.


    Una serata tipo a basso costo

    Per dare un’idea concreta: una serata riuscita a Bologna, senza forzare nulla, può costare tra i cinque e i dieci euro. Si cammina sotto i portici da Piazza Maggiore verso il Pratello — venti minuti, gratis. Si arriva in Piazza San Francesco si ordina un calice da tre o quattro euro, si mangia dal buffet. Si guarda la facciata della basilica che cambia colore con la sera. Se c’è un evento in corso ad Altotasso — una mostra, una presentazione, una serata musicale — lo si segue senza pagare nulla in più. Si torna a casa avendo cenato, bevuto, sentito qualcosa di interessante. Con una banconota da dieci euro rimane il resto.

    Non è un trucco. È semplicemente sapere come funziona la città.


    Domande frequenti

    Dove si può mangiare qualcosa senza pagare a parte a Bologna?

    Nei locali con buffet dell’aperitivo gratuito. Altotasso in Piazza San Francesco 6/d è uno dei più noti: il buffet — crostini, insalate, verdure, piatti caldi — è incluso con qualsiasi consumazione, senza sovrapprezzo. Si paga solo il bicchiere.

    Quanto costa un calice di vino ad Altotasso?

    Il vino della casa parte da 3,00 € per il Frizzante da uve Glera e 3,80 € per il Pignoletto dei Colli Bolognesi. I vini selezionati in carta — biologici, biodinamici, naturali — variano in base all’etichetta. Prezzi aggiornati sul menu online.

    Ci sono eventi gratuiti a Bologna di sera?

    Sì, con continuità. Altotasso ospita mostre, presentazioni di libri e serate culturali con ingresso libero. D’estate la Cineteca di Bologna proietta film in Piazza Maggiore spesso a ingresso gratuito o a prezzo simbolico. Le chiese del centro ospitano concerti di musica classica. Il calendario eventi di Altotasso è consultabile online.

    Qual è il quartiere più economico per uscire a Bologna?

    La zona Pratello e Piazza San Francesco è la più accessibile del centro storico. I locali sono radicati nel quartiere, i prezzi sono onesti e l’atmosfera è più genuina rispetto alle zone più turistiche intorno a Piazza Maggiore.

    Cosa si può fare a Bologna di sera senza spendere niente?

    Camminare sotto i portici — quaranta chilometri, patrimonio UNESCO, gratis. Sedersi in Piazza Verdi o Piazza San Francesco. Visitare le chiese aperte la sera. Seguire eventi culturali con ingresso libero. Bologna è una delle città italiane dove la vita pubblica di sera costa meno che altrove, perché è costruita su piazze e portici pensati per essere attraversati e abitati.

    A che ora inizia l’aperitivo a Bologna?

    L’aperitivo a Bologna inizia generalmente verso le 18:00 e prosegue fino alle 21:00, ma nella pratica la finestra è più ampia. Altotasso apre dal tardo pomeriggio: domenica-martedì dalle 17:00, mercoledì-giovedì dalle 17:00, venerdì-sabato dalle 16:30.

    Bologna è una città cara per gli studenti?

    Gli affitti sono tra i più alti d’Italia per una città universitaria. Ma la vita serale può essere gestita con budget contenuti se si conoscono i posti giusti. Il sistema dell’aperitivo con buffet incluso, i locali con prezzi onesti nel quartiere Pratello e la quantità di eventi culturali gratuiti rendono la socialità accessibile anche con poco.


    Altotasso — Enoteca, Pub e Centro Culturale

    Piazza San Francesco 6/d — 40122 Bologna

    Tel. +39 051 238003

    Buffet aperitivo gratuito ogni sera con qualsiasi consumazione.

    Orari: Dom–Mar 17:00–2:00 · Mer–Gio 17:00–3:15 · Ven–Sab 16:30–4:45

    Menu →  ·  Prossimi eventi →

  • Aperitivo con il cane a Bologna: dove andare senza pensieri

    Aperitivo con il cane a Bologna: dove andare senza pensieri

    Chi vive con un cane lo sa: uscire per l’aperitivo non dovrebbe essere un’impresa. Eppure, trovare un locale dove il cane sia davvero il benvenuto — non tollerato, non sopportato, ma accolto con naturalezza — richiede un minimo di conoscenza della città. A Bologna la situazione è migliore che in molte altre città italiane, ma non tutti i locali offrono la stessa esperienza.

    Il problema non è quasi mai il permesso. Il problema è lo spazio, l’atmosfera e il buon senso. Un locale con i tavoli ammassati su un marciapiede stretto non funziona con un Labrador. Un posto rumoroso e caotico non funziona con un cane che ha bisogno di calma. E un locale dove il personale ti guarda come se avessi portato un orso non funziona per nessuno.

    Quello che serve è semplice: un posto con spazio, un’atmosfera rilassata e persone a cui la presenza di un cane non crea il minimo problema. A Bologna questi posti esistono. Bisogna sapere dove cercare.

    Le zone migliori per un aperitivo con il cane in centro

    Non tutte le zone del centro storico funzionano allo stesso modo per chi esce con il cane. Alcune sono troppo strette, altre troppo affollate, altre semplicemente non hanno l’atmosfera giusta.

    Piazza San Francesco e il Pratello

    La zona tra Piazza San Francesco e Via del Pratello è probabilmente la migliore di tutto il centro per un aperitivo con il cane. Le ragioni sono concrete.

    Piazza San Francesco è una piazza ampia, pedonale, con spazio aperto davanti alla Basilica. Non è una piazza turistica compressa tra bancarelle e flussi di gruppi organizzati: è una piazza di quartiere, vissuta da chi ci abita e ci lavora, con un ritmo che il cane percepisce subito. L’atmosfera è tranquilla, il passaggio è moderato, e i locali che si affacciano sulla piazza hanno dehors con spazio vero — non due sedie incastrate tra un palo e un cestino.

    Altotasso, in Piazza San Francesco 6/d, è dog friendly. Non nel senso che “i cani sono ammessi”: nel senso che la presenza dei cani fa parte della normalità del locale. Chi lavora al bancone ha cani propri e li tratta come si trattano i cani quando li si ama davvero — il che significa che il vostro cane sarà accolto con lo stesso spirito. Non è un caso: tra i fondatori di Altotasso ci sono due veterinari, e l’attenzione verso gli animali è nel DNA del posto, non in un cartello appeso alla porta. I tavolini esterni danno direttamente sulla piazza, con spazio sufficiente per qualsiasi taglia. L’ambiente è informale — il tipo di posto dove nessuno si scompone se un cane si sdraia accanto al tavolo.

    Il buffet dell’aperitivo è gratuito con qualsiasi consumazione: crostini, insalate, verdure, piatti caldi. Non si paga nulla in più per il cibo. Questo ha un vantaggio pratico per chi ha il cane: si può restare con calma senza dover ordinare di continuo per giustificare la propria presenza al tavolo. Ci si siede, si prende un calice di vino — biologico, biodinamico, naturale, oppure un vino della casa — o una birra artigianale alla spina, o un cocktail dal menu pas dosé (cocktail senza zuccheri aggiunti, una specialità del locale), e si sta. Il cane si rilassa, il proprietario si rilassa, la serata scorre.

    Acqua per il cane disponibile su richiesta.

    Via del Pratello, a pochi passi dalla piazza, è una delle strade più lunghe e caratteristiche del centro, piena di locali con tavolini sotto i portici. Lo spazio però è generalmente più stretto: con un cane di taglia media o grande si sta meglio nella piazza aperta che sotto un portico affollato.

    Il Quadrilatero e Piazza Maggiore

    Il Quadrilatero è il mercato storico di Bologna: vicoli stretti, grande passaggio, tavoli ravvicinati. Non è impossibile farci aperitivo con il cane, ma non è il contesto più comodo — soprattutto con cani che hanno bisogno di spazio o che non amano la confusione. Lo stesso vale per i locali intorno a Piazza Maggiore: belli, ma pensati più per il flusso turistico che per una sosta rilassata con un animale.

    Zona universitaria

    Via Zamboni e la zona universitaria si riempiono nel tardo pomeriggio. Marciapiedi stretti, tanta gente, energia alta. Per un cane tranquillo e abituato alla città può andare bene; per un cane più sensibile, meglio cercare altrove.

    Consigli per un aperitivo sereno

    Fare due passi prima. Un cane che ha camminato un po’ prima dell’aperitivo si sdraia e sta tranquillo. Un cane che è stato in casa tutto il giorno sarà irrequieto e vorrà muoversi. La differenza tra un aperitivo piacevole e un aperitivo stressante si gioca quasi sempre nella mezz’ora precedente.

    Scegliere lo spazio giusto. I tavolini sotto i portici sono un classico bolognese, ma lo spazio è spesso stretto. Per un aperitivo con il cane, le piazze aperte funzionano meglio: più aria, più margine, meno contatto forzato con i tavoli vicini. Piazza San Francesco è perfetta per questo.

    Portare acqua o chiederla. La maggior parte dei bar fornisce una ciotola d’acqua su richiesta, ma non tutti l’hanno pronta. D’estate, una ciotola pieghevole da viaggio nel marsupio risolve il problema alla radice.

    Attenzione al pavimento d’estate. La pietra delle piazze bolognesi si scalda molto nelle giornate di luglio e agosto. Prima di sedersi, controllare che il punto dove il cane si sdraierà non sia rovente. All’ombra il problema non si pone; al sole diretto, sì.

    Conoscere il proprio cane. Non tutti i cani vivono bene l’aperitivo in piazza. Alcuni hanno bisogno di più tempo per abituarsi, altri preferiscono contesti più tranquilli. Non c’è niente di sbagliato nel rendersi conto che il proprio cane sta meglio con una passeggiata serale al parco che con un’ora sotto il tavolo di un bar. L’aperitivo con il cane funziona quando funziona per entrambi.

    Il tardo pomeriggio ideale

    Ad Altotasso ci si siede fuori, si ordina un calice — un Pignoletto frizzante dei Colli Bolognesi se si vuole restare nel territorio, un orange wine se si vuole esplorare, una Pils boema Malastrana se si preferisce la birra — si mangia qualcosa dal buffet, e si guarda la facciata della Basilica di San Francesco che cambia colore con la luce del tardo pomeriggio. Il cane dorme. La sera comincia bene.

    Altotasso — Enoteca, Pub e Centro Culturale

    Piazza San Francesco 6/d — 40122 Bologna

    Tel. +39 051 238003 — info@altotasso.com

    Aperto tutti i giorni dal tardo pomeriggio a notte inoltrata.

    Dog friendly — dehors ampio in piazza, acqua per il cane su richiesta.

    Buffet aperitivo: gratuito ogni sera con qualsiasi consumazione.

    Vini biologici e naturali, birre artigianali, cocktail pas dosé.

    Vedi il menu →

    Domande frequenti sull’aperitivo con il cane a Bologna

    Dove fare aperitivo con il cane a Bologna?

    La zona di Piazza San Francesco e Via del Pratello è tra le più adatte del centro: piazza ampia e pedonale, locali con dehors spaziosi e atmosfera rilassata. Altotasso, in Piazza San Francesco 6/d, è dog friendly con tavolini all’aperto in piazza, buffet gratuito dell’aperitivo e acqua per il cane su richiesta.

    Altotasso è dog friendly?

    Sì. Altotasso in Piazza San Francesco 6/d accoglie i cani con naturalezza. Chi lavora al bancone ha cani propri, e tra i fondatori del locale ci sono due veterinari. Il dehors in piazza offre spazio per cani di qualsiasi taglia. Acqua disponibile su richiesta. Aperto tutti i giorni dal tardo pomeriggio a notte inoltrata.

    Bologna è una città adatta ai cani?

    Sì. Bologna è una delle città italiane più accoglienti per chi vive con un cane. I locali del centro sono in gran parte aperti ai cani, i parchi hanno aree di sgambatura attrezzate, i mezzi pubblici TPER accettano i cani, le fontanelle d’acqua sono distribuite lungo i percorsi principali e i portici — patrimonio UNESCO — offrono riparo dal sole e dalla pioggia durante le passeggiate in qualsiasi stagione.

    Si può fare aperitivo-cena con il cane a Bologna?

    Sì, e in diversi locali è la norma. Ad Altotasso il buffet dell’aperitivo è gratuito e abbondante — crostini, insalate, verdure, piatti caldi — e l’atmosfera è pensata per soste lunghe e rilassate. Arrivare presto con il cane, fermarsi per l’aperitivo e restare per la serata è una pratica comune, soprattutto nella bella stagione.

    Altotasso — Enoteca, Pub e Centro Culturale — Piazza San Francesco 6/d, Bologna
    altotasso.com · info@altotasso.com · +39 051 238003

  • Urla Oltre le Sbarre

    Urla Oltre le Sbarre

     

    Giovedì 23 aprile alle 20:00, Altotasso ospita una serata di confronto aperto sul disagio mentale nelle carceri italiane. Cinque voci — un medico penitenziario, una psichiatra, un magistrato di sorveglianza, un sociologo e un avvocato — per parlare di ciò che non si vede, ma esiste.

    (altro…)

  • Aperitivo a Bologna: dove farlo, cosa aspettarsi e come funziona davvero

    Aperitivo a Bologna: dove farlo, cosa aspettarsi e come funziona davvero

     

    Una guida pratica alla tradizione dell’aperitivo bolognese: orari reali, locali consigliati e quello che nessuna guida turistica racconta.

    Sommario

    La tradizione  ·  Orari e rituali  ·  Le formule  ·  Dove andare  ·  Cosa si beve  ·  Consigli pratici  ·  FAQ

    L’aperitivo a Bologna non è un drink, è un appuntamento

    A Bologna l’aperitivo è un rito collettivo con regole non scritte. Non si tratta semplicemente di bere qualcosa prima di cena: è il momento in cui la città rallenta, i portici si riempiono e le piazze diventano salotti a cielo aperto. Chi vive a Bologna lo sa: l’aperitivo è il confine tra la giornata di lavoro e la sera, e spesso finisce per durare più della cena stessa.

    La tradizione dell’aperitivo in Italia ha radici settecentesche — nasce a Torino con Antonio Benedetto Carpano, che nel 1786 creò il primo vermouth moderno. Ma ogni città ha sviluppato la propria versione. A Milano c’è l’apericena abbondante; a Venezia il cicchetto con l’ombra de vin al banco. A Bologna l’aperitivo ha assorbito il carattere della città: generoso, informale, senza fronzoli. Si mangia qualcosa, si beve bene, si sta insieme.

    Orari: quando si fa davvero aperitivo a Bologna

    L’orario classico dell’aperitivo a Bologna va dalle 18:00 alle 21:00 circa, ma nella pratica la finestra si è allargata. Molti locali del centro iniziano a servire aperitivi già dalle 17:00, soprattutto d’estate, quando la luce lunga invita a sedersi fuori presto. Il picco è tra le 19:00 e le 20:30: a quell’ora Via del Pratello, Piazza San Francesco, il Quadrilatero e Via Zamboni sono nel pieno del rito.

    Nei locali più radicati nella tradizione bolognese l’aperitivo non ha un orario di chiusura netto: sfuma nella serata, e chi resta può continuare a bere e mangiare senza interruzione. Questo è un tratto tipico di Bologna rispetto ad altre città: l’aperitivo non è un turno da rispettare, è un flusso.

    Le formule: buffet, tagliere o stuzzichini?

    Non tutti gli aperitivi bolognesi funzionano allo stesso modo. La distinzione principale è tra tre formule, e capirle evita sorprese al momento del conto.

    Aperitivo con buffet incluso. Alcuni locali offrono un buffet gratuito a chi ordina da bere. Non si paga nulla in più per il cibo: il prezzo è solo quello della bevanda. È la formula più generosa e più bolognese. Ad Altotasso, in Piazza San Francesco 6/d, il buffet dell’aperitivo è gratuito ogni sera: si paga solo il bicchiere e il buffet con crostini, insalate, verdure e piatti caldi è compreso. Non c’è sovrapprezzo, non c’è coperto, non c’è un limite di portate.

    Aperitivo con tagliere o piatto. In altri locali si ordina un drink e separatamente un tagliere di salumi e formaggi emiliani, oppure una porzione di tigelle, crescentine o gnocco fritto. Il tagliere ha un costo a parte. Locali come La Prosciutteria nel Quadrilatero o Tamburini in Via Caprarie funzionano così.

    Aperitivo con stuzzichini al bancone. La formula più semplice: con il drink arrivano olive, patatine, qualche crostino. Nessun supplemento, ma anche nessun buffet. È la norma nei bar più piccoli e nei caffè storici.

    Dove fare aperitivo a Bologna: locali e zone

    Bologna non ha un solo quartiere da aperitivo: ne ha almeno quattro, ciascuno con un carattere diverso. La scelta del locale dipende da cosa si cerca — un calice tranquillo o una piazza affollata, vino naturale o Aperol Spritz, musica dal vivo o conversazione.

    Piazza San Francesco e Via del Pratello

    La zona tra Piazza San Francesco e Via del Pratello è il cuore della vita serale bolognese. Via del Pratello è una delle strade più lunghe e animate del centro, con decine di locali allineati uno accanto all’altro. Piazza San Francesco, a pochi passi, offre un’atmosfera diversa: più raccolta, con la facciata gotica della Basilica di San Francesco come sfondo e tavolini all’aperto da cui si vede il tramonto.

    Altotasso si trova qui, al civico 6/d di Piazza San Francesco. È un’enoteca, pub e centro culturale aperto tutti i giorni. La carta dei vini è costruita intorno a produttori biologici, biodinamici e artigianali: al calice si trovano bianchi come il Sauvignon e il Pinot Grigio biologici di Gradis’ciutta dal Collio friulano, il Verdicchio di Vicari dalle Marche, l’orange wine Slatnik di Radikon; tra i rossi il Lagrein dell’Alto Adige, il Sagrantino di Montefalco di Caprai, il Ripasso della Valpolicella. Le bollicine spaziano dal Prosecco Valdobbiadene alla Franciacorta biologica Barone Pizzini fino allo Champagne Louis Casters. Il vino della casa — Pignoletto, Prosecco da uve Glera, Pecorino bio d’Abruzzo, Barbera d’Asti — è sempre disponibile al calice.

    Alla spina ci sono birre artigianali: la Pils boema Malastrana, la Blanche agli agrumi White Riot, la Lager Pedavena e altre rotazioni stagionali. La miscelazione comprende sia i classici — Negroni, Spritz, Mojito, Moscow Mule — sia il primo menu di cocktail pas dosé di Bologna: drink senza zuccheri aggiunti, costruiti sull’equilibrio tra spirito, acidità e amaro. Il buffet dell’aperitivo, come detto, è gratuito con qualsiasi consumazione.

    Il Quadrilatero

    Il Quadrilatero è il mercato storico di Bologna, racchiuso tra Via Rizzoli, Via dell’Archiginnasio, Via Farini e Piazza Maggiore. Qui l’aperitivo ha un sapore più gastronomico: taglieri di mortadella, prosciutto di Parma, squacquerone con la tigella. Locali come Mercato di Mezzo, La Prosciutteria e Tamburini attirano sia bolognesi che turisti. I prezzi sono leggermente più alti rispetto alla zona Pratello.

    Via Zamboni e la zona universitaria

    Via Zamboni è l’asse principale della zona universitaria, e l’aperitivo qui ha un’energia diversa. I locali servono spritz e birre e i marciapiedi si riempiono di studenti dal tardo pomeriggio.

    Santo Stefano e la zona elegante

    La zona intorno a Piazza Santo Stefano ha un tono più composto. Qui l’aperitivo si fa nei dehors dei caffè con vista sulle Sette Chiese o nei wine bar di Strada Maggiore. È la scelta di chi preferisce conversazione tranquilla e calici selezionati.

    Cosa si beve all’aperitivo a Bologna

    Lo Spritz — nella versione con Aperol o con Campari — domina i banconi come in tutto il Nord Italia. Ma la città ha una cultura del bere più articolata della media.

    Il Pignoletto frizzante è il vino da aperitivo bolognese per eccellenza: un bianco autoctono dei Colli Bolognesi, leggero e agrumato, perfetto con i crostini. Il Lambrusco, nelle sue versioni secche e di qualità (Grasparossa di Castelvetro, Sorbara, Salamino), sta vivendo un ritorno importante nei locali più attenti: niente a che vedere con il Lambrusco dolce da supermercato, ma un vino frizzante strutturato e gastronomico.

    Nei locali che lavorano con vini naturali e biodinamici l’aperitivo può diventare un’occasione per scoprire etichette che non si trovano nella grande distribuzione: orange wine macerati come lo Slatnik di Radikon, bianchi biodinamici come il Semplicemente di Cascina degli Ulivi, rossi leggeri come il Felcerosso Triple A della cantina La Felce. Ad Altotasso questa è la norma: la carta dei vini al calice cambia con le stagioni e le annate, e il personale consiglia volentieri. Una cultura del bere che a Bologna convive senza conflitto con lo Spritz al bancone accanto.

    La birra artigianale ha un ruolo crescente nell’aperitivo bolognese. Diversi locali del centro hanno spine dedicate a birrifici indipendenti, e l’abbinamento birra-buffet funziona particolarmente bene: una Pils boema con i crostini, una Blanche agli agrumi con le verdure grigliate, una Pale Ale con la pasta fredda.

    E poi ci sono i cocktail. Bologna non è tradizionalmente una città da mixology, ma le cose stanno cambiando. Accanto ai grandi classici — Negroni, Americano, Moscow Mule, Margarita — alcuni locali propongono carte più ricercate. Ad Altotasso il menu pas dosé rappresenta una direzione interessante: cocktail costruiti senza aggiungere zuccheri, che puntano sulla qualità degli spiriti e sull’equilibrio tra acidità e amaro. Il termine prende in prestito la dicitura dello champagne senza dosaggio e applicarla alla miscelazione è ancora una rarità in Italia.

    Consigli pratici per l’aperitivo a Bologna

    Arrivare presto d’estate. Da maggio a settembre i tavolini all’aperto in Piazza San Francesco e nel Quadrilatero si riempiono velocemente. Chi arriva alle 18:00 trova posto; chi arriva alle 19:30 sta in piedi. Nei locali con buffet, arrivare presto significa anche trovare il buffet al completo, appena preparato.

    Chiedere il vino della casa. In molte enoteche bolognesi il vino della casa è selezionato con cura dal gestore e costa meno del vino in carta. Ad Altotasso il calice della casa — Pignoletto, Pecorino bio, Barbera — è tra i più accessibili che si possano trovare per un vino di qualità in centro a Bologna.

    Non cenare prima. In molti locali bolognesi il buffet dell’aperitivo è abbondante al punto da sostituire la cena. Non è maleducazione fare così: è la norma. Soprattutto nei locali dove il buffet è gratuito, l’aperitivo-cena è una pratica diffusa e accettata, sia tra studenti che tra professionisti.

    Esplorare oltre lo Spritz. Se è la prima volta a Bologna, provare un Pignoletto frizzante dei Colli Bolognesi o un Lambrusco secco di qualità: sono i vini del territorio e costano spesso meno di un cocktail. Per chi non beve alcolici, molti locali preparano anche versioni analcoliche dei classici.

    Aperitivo in Piazza San Francesco

    Altotasso — Enoteca, Pub e Centro Culturale

    Piazza San Francesco 6/d — 40122 Bologna
    Tel. +39 051 238003 — info@altotasso.com

    Buffet dell’aperitivo: gratuito ogni sera con qualsiasi consumazione. Crostini, insalate, verdure, piatti caldi. Si paga solo il bere.
    Vino al calice: ampia selezione di vini della casa e calici selezionati. Carta con produttori biologici, biodinamici e naturali da tutta Italia e dalla Slovenia.
    Bollicine: Prosecco, Franciacorta bio, metodo classico, Champagne — al calice e in bottiglia.
    Birra alla spina: artigianali e speciali in vari formati.
    Cocktail: Spritz, classici, cocktail pas dosé (senza zuccheri aggiunti).
    Spirits: selezione di amari, grappe, cognac, whiskey, rum e tequila.
    Orari: aperto tutti i giorni. Dom–Mar 17:00–2:00 | Mer–Gio 17:00–3:15 | Ven–Sab 16:30–4:45

    Musica dal vivo, mostre, eventi culturali. Presente nella Guida Osterie d’Italia e premiato Bar of the Year.

    Domande frequenti sull’aperitivo a Bologna

    A che ora si fa aperitivo a Bologna?

    L’aperitivo a Bologna si fa generalmente tra le 18:00 e le 21:00. Molti locali del centro iniziano dalle 17:00, soprattutto in estate. Il momento più affollato è tra le 19:00 e le 20:30.

    Quanto costa un aperitivo a Bologna?

    Il costo di un aperitivo a Bologna varia a seconda del locale e della bevanda. In alcuni locali il buffet è incluso nel prezzo della bevanda, in altri i taglieri e gli stuzzichini si pagano a parte. Ad Altotasso il buffet è gratuito con qualsiasi consumazione: si paga solo il drink. I prezzi aggiornati delle bevande si trovano sul menu online.

    Dove fare aperitivo con buffet gratuito a Bologna?

    Tra i locali di Bologna che offrono un buffet gratuito con l’aperitivo, Altotasso in Piazza San Francesco 6/d è uno dei più noti. Il buffet comprende crostini, insalate di pasta, verdure e piatti caldi ed è incluso con qualsiasi consumazione, senza sovrapprezzo. Anche altri locali della zona Pratello e della zona universitaria propongono formule con stuzzichini inclusi, anche se la composizione varia.

    Qual è la zona migliore per l’aperitivo a Bologna?

    Le zone principali per l’aperitivo a Bologna sono quattro. Piazza San Francesco e Via del Pratello per l’atmosfera più locale e informale, con vino naturale, birre artigianali e buffet generosi. Il Quadrilatero per l’aperitivo gastronomico con taglieri di salumi emiliani. Via Zamboni per la zona universitaria. Santo Stefano per un aperitivo più tranquillo.

    Cosa si beve all’aperitivo a Bologna?

    Lo Spritz è la bevanda più ordinata, ma Bologna ha una tradizione propria. Il Pignoletto frizzante dei Colli Bolognesi è il vino da aperitivo locale per eccellenza. Il Lambrusco secco di qualità (Grasparossa di Castelvetro, Sorbara) sta vivendo un forte ritorno. Nei locali specializzati si trovano anche vini naturali e biodinamici al calice, orange wine, Franciacorta biologica e birre artigianali italiane alla spina. La miscelazione sta crescendo: accanto a Negroni e Moscow Mule, alcuni locali propongono cocktail pas dosé senza zuccheri aggiunti.

    L’aperitivo a Bologna può sostituire la cena?

    Sì, ed è una pratica comune. Nei locali con buffet abbondante — come Altotasso, dove il buffet è gratuito e include piatti caldi, insalate e crostini — molti bolognesi fanno dell’aperitivo la propria cena. Non è considerato maleducato: è parte della cultura locale. In gergo si parla di “apericena”, anche se il termine è più milanese che bolognese.

    Cosa sono i cocktail pas dosé?

    I cocktail pas dosé sono drink preparati senza aggiunta di zuccheri. Il termine prende in prestito la dicitura usata nello champagne per indicare i vini senza dosaggio. Altotasso in Piazza San Francesco è il primo locale di Bologna ad aver introdotto un menu interamente pas dosé: cocktail strutturati e contemporanei che puntano sull’equilibrio tra spirito, acidità e amaro, senza dolcezza aggiunta.

    Altotasso — Enoteca, Pub e Centro Culturale — Piazza San Francesco 6/d, Bologna
    altotasso.com  ·  info@altotasso.com  ·  +39 051 238003

  • Dove dormire a Bologna

    Dove dormire a Bologna

    Consigli dell’Altotasso

    Se stai cercando dove dormire a Bologna in centro storico, l’Altotasso consiglia tre appartamenti privati gestiti da Apartments Bologna: tutti nel cuore della città, ben attrezzati, ideali per coppie, famiglie o gruppi. Sono a pochi minuti a piedi da Piazza Maggiore, dalle Due Torri, dal MAMbo e — naturalmente — da noi, in Piazza San Francesco.

    Si tratta di appartamenti indipendenti in affitto breve, con check-in flessibile, biancheria inclusa, cucina attrezzata e WiFi. Nessuna reception, nessun hotel: Bologna come la vivono i bolognesi.

    Suite Sole Bologna Centro

    Via Avesella 12, Bologna — centro storico, laterale di Via Indipendenza
    6 ospiti 2 camere da letto 4 letti 2 bagni

    Appartamento elegante e luminoso al terzo piano con ascensore, in un palazzo del 1900 in una via silenziosa del centro storico di Bologna. Appena ristrutturato, con due ampie camere da letto, soggiorno, cucina completa e lavanderia.

    Distanze: 10 minuti a piedi da Piazza Maggiore · 600 metri dal MAMbo · 15 minuti dalla Stazione Centrale · 9 km dall’Aeroporto Marconi (raggiungibile con il Marconi Express dalla stazione)

    Dotazioni principali:

    • 2 camere da letto ampie, 2 bagni con bidet e doccia
    • Cucina completa: lavastoviglie, piano cottura, forno, microonde, macchina Nespresso
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    • Aria condizionata, riscaldamento autonomo
    • WiFi, TV via cavo
    • Biancheria e asciugamani inclusi
    • Ascensore, cassaforte, rilevatori di sicurezza
    • Parcheggi convenienti nelle vicinanze

    Ideale per: famiglie, coppie, gruppi fino a 6 persone che cercano un appartamento confortevole e ben posizionato nel centro di Bologna.

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    Mansarda Teatro Duse — Centro Storico

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    Posizione: quartiere Santo Stefano, il più elegante di Bologna — architettura medievale e rinascimentale intatta, portici storici, ristoranti tipici. Di fronte al Teatro Duse. 10 minuti a piedi da Piazza Maggiore e dalle Due Torri · 15 minuti dalla Stazione Centrale (navetta C) · 30 minuti dall’Aeroporto (bus BQL)

    Dotazioni principali:

    • Living di 50 mq con 2 divani letto matrimoniali
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    • Cucina Smeg completa: lavastoviglie, forno elettrico, microonde, Nespresso, bollicine di benvenuto
    • Lavatrice e asciugatrice
    • Aria condizionata canalizzata e split
    • WiFi, TV con antenna
    • Biancheria e asciugamani inclusi
    • Parcheggio Santo Domenico a 200 mt (Garage Farini o Garage degli Angeli)

    Ideale per: gruppi fino a 8 persone, due coppie, famiglie con bambini. Chi cerca un appartamento di carattere in un palazzo storico nel centro di Bologna.

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    Distanze: 4 minuti a piedi dalla Stazione Centrale e dal Marconi Express per l’aeroporto · all’imbocco di Via Indipendenza (pedonale nei weekend) · 2 minuti dalle principali fermate bus per fiera, ospedali, aeroporto e centro storico · appena fuori dalla ZTL (nessun permesso necessario per parcheggiare sulle strisce blu)

    Dotazioni principali:

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    Ideale per: coppie, piccoli gruppi o famiglie fino a 5 persone. Chi arriva in treno o preferisce essere subito fuori dalla ZTL con parcheggio comodo.

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    Informazioni utili per prenotare

    Tutti e tre gli appartamenti sono gestiti da Apartments Bologna, con prenotazione diretta senza intermediari. Le tariffe variano per periodo: seleziona le date sul sito per vedere il prezzo esatto.

    • Pagamento: 10% al momento della prenotazione, saldo 7 giorni prima dell’arrivo
    • Cancellazione: il pagamento anticipato non è rimborsabile
    • Deposito cauzionale: non richiesto
    • Bambini: benvenuti in tutti gli appartamenti
    • Carte di credito: accettate
    L’Altotasso si trova in Piazza San Francesco 6/D, Bologna — a pochi minuti a piedi da tutti e tre gli appartamenti. Venite a trovare dopo esservi sistemati: un bicchiere di vino naturale è il modo migliore per cominciare il soggiorno.
  • Vino naturale a Bologna: cos’è, dove trovarlo e come riconoscerlo

    Vino naturale a Bologna: cos’è, dove trovarlo e come riconoscerlo

     

    Il vino naturale non è una moda. È un ritorno a qualcosa di molto più antico: fare vino come si faceva prima che l’industria decidesse che il gusto doveva essere sempre uguale, ovunque, ogni anno. Una guida per capire di cosa si parla davvero.

    Cos’è il vino naturale

    Il vino naturale non ha ancora una definizione legale univoca in Europa, ma nella pratica si intende un vino prodotto con uve coltivate senza pesticidi di sintesi, vinificato senza o con minimi interventi in cantina, senza aggiunta di lieviti selezionati industrialmente e con un utilizzo di solfiti ridotto o azzerato.

    L’idea di fondo è semplice: lasciare che il vino si faccia da solo, con il minimo indispensabile di intervento umano. Le fermentazioni avvengono grazie ai lieviti indigeni presenti naturalmente sulle bucce dell’uva e nell’aria della cantina — non grazie a ceppi industriali selezionati per garantire un risultato prevedibile e replicabile.

    Il risultato è un vino che può variare da un’annata all’altra, che può presentarsi torbido, con un colore insolito, con aromi inattesi. Non è un difetto: è la firma del territorio e del millesimo. Un vino naturale è, letteralmente, il succo di quell’uva, di quell’anno, di quel luogo specifico.

    “Il vino convenzionale sa uguale ogni anno perché viene costruito per essere uguale ogni anno. Il vino naturale sa com’è andata a quella vigna, quell’estate, con quella pioggia o quella siccità. È un documento, non un prodotto.”

    Biologico, biodinamico e naturale: le differenze

    I tre termini vengono spesso usati come sinonimi, ma descrivono approcci distinti. Capire le differenze aiuta a scegliere meglio.

    Vino biologico (BIO)

    Il vino biologico è l’unico dei tre ad avere una certificazione ufficiale riconosciuta dall’Unione Europea, introdotta con il Regolamento CE 203/2012. Per ottenere il marchio BIO, il produttore deve rispettare precisi disciplinari sia in vigna (niente pesticidi di sintesi, niente fertilizzanti chimici) che in cantina (limiti più bassi di solfiti, divieto di alcune pratiche enologiche invasive).

    Il biologico è un buon punto di partenza, ma non garantisce automaticamente un vino “naturale” nel senso più ampio: può essere biologico in vigna e poi lavorato intensamente in cantina con lieviti selezionati, filtrazioni aggressive e altri interventi.

    Vino biodinamico

    La biodinamica va oltre il biologico. Si basa sulle teorie di Rudolf Steiner (anni ’20 del Novecento) e tratta la vigna come un organismo vivente integrato nell’ecosistema. Include pratiche come la preparazione di concimi da materiali vegetali e animali secondo calendari lunari, il divieto assoluto di prodotti chimici e un’attenzione quasi filosofica all’equilibrio naturale del territorio.

    Le certificazioni più note in ambito biodinamico sono Demeter e Biodyvin. Molti produttori seguono i principi biodinamici senza certificarsi formalmente, per scelta o per i costi burocratici che la certificazione comporta.

    Vino naturale

    Il termine “naturale” è il più ampio e il meno regolamentato. In genere indica un vino che nasce da agricoltura biologica o biodinamica e viene vinificato con interventi minimi in cantina: niente lieviti aggiunti, niente filtrazioni aggressive, niente o pochissimi solfiti aggiunti. Non esiste una certificazione ufficiale: ci si affida alla reputazione del produttore e, spesso, alle reti di garanzia come VinNatur o Triple A.

      Biologico Biodinamico Naturale
    Certificazione UE Demeter / Biodyvin No
    Niente pesticidi
    Lieviti indigeni Non richiesto Spesso sì
    Solfiti minimi Limite ridotto Molto ridotti Minimi o assenti
    Cantina non interventista Non richiesto Spesso sì

    Come riconoscere un vino naturale

    Un vino naturale si riconosce a volte già dall’aspetto, ma non bisogna fermarsi alle apparenze. Ecco i principali indicatori.

    • Aspetto torbido o velato — molti vini naturali non vengono filtrati o vengono filtrati solo leggermente. La torbidezza non è un difetto: è la presenza delle fecce fini, che contribuiscono alla complessità aromatica.
    • Colore insolito — un bianco ambrato o arancio, un rosso meno intenso del previsto possono essere segnali di vinificazione naturale. Non spaventatevi: non indica un vino guasto.
    • Aromi particolari — note di lievito, di pane, di erbe selvatiche, persino di sidro o kombucha non sono anomalie. Sono il prodotto della fermentazione spontanea con lieviti indigeni.
    • Leggera effervescenza in alcuni bianchi — può comparire una minima vivacità in bottiglia, segno che la fermentazione è proseguita dopo l’imbottigliamento. Normale e spesso gradevole.
    • Etichette con le parole chiave — “lieviti indigeni”, “senza solfiti aggiunti”, “agricoltura biologica”, “biodinamico”, “Triple A”, “vignaioli indipendenti” sono tutti indicatori utili.

    Il modo migliore per riconoscere un vino naturale di qualità è comunque berlo in un posto dove chi serve conosce ciò che ha in carta. Un buon locale non vende semplicemente bottiglie: racconta i produttori, spiega la filosofia, aiuta a scegliere.

    L’orange wine: il bianco vinificato in rosso

    L’orange wine — o vino macerato — è un vino bianco prodotto lasciando le bucce dell’uva a contatto con il mosto per un periodo prolungato, esattamente come avviene per i vini rossi. Il risultato è un vino di colore ambrato o arancione (da cui il nome), con una struttura tannica insolita per un bianco e una complessità aromatica molto più profonda.

    Non è una moda recente: la vinificazione in macerazione è antichissima, praticata da millenni in Georgia, Slovenia e nel Carso triestino. La rinascita moderna dell’orange wine è legata proprio ai produttori del Collio e del Friuli, a partire dagli anni Novanta.

    L’orange wine si abbina bene a formaggi stagionati, piatti speziati, cucine del Medio Oriente e dell’Asia. È un vino che chiede di essere avvicinato lentamente, con curiosità: chi si aspetta il profilo di un bianco classico sarà sorpreso, non deluso.

    Cosa significa Triple A

    Triple A è un’associazione italiana fondata da Luca Gargano che riunisce produttori indipendenti impegnati in agricoltura biologica o biodinamica, vinificazione artigianale e distribuzione senza intermediari industriali. Le tre “A” stanno per Agricoltori, Artigiani, Artisti.

    I produttori Triple A condividono alcuni principi fondamentali: niente pesticidi, niente lieviti selezionati, niente solfiti aggiunti (o quantità minime), niente filtrazione. È una delle reti di garanzia più rispettate nel mondo del vino naturale italiano e internazionale.

    Trovare in carta un vino Triple A è un buon segnale: significa che il locale ha fatto una scelta consapevole, non si è limitato a comprare quello che propone l’agente di zona.

    Alcuni produttori di riferimento

    Il mondo del vino naturale italiano ha prodotto alcune figure che sono diventate punti di riferimento internazionali. Conoscere i produttori aiuta a capire le bottiglie.

    Radikon — Friuli Collio

    Stanko Radikon è stato uno dei pionieri assoluti dell’orange wine italiano. I suoi vini — oggi portati avanti dal figlio Sasa — nascono da macerazione prolungata sulle bucce, senza solfiti, senza filtrazioni. Lo Slatnik, blend di Chardonnay e Friulano, è un vino di grande complessità: oro carico con riflessi arancio, naso di frutta esotica e resina, sorso avvolgente e leggermente tannico. Un’etichetta iconica del vino naturale italiano.

    Antico Broilo — Colli Orientali del Friuli

    Cinque generazioni di vignaioli nel Friuli più autentico. Antico Broilo produce Friulano e Ribolla Gialla con fermentazione spontanea su lieviti indigeni, macerazione sulle bucce e affinamento in acciaio. Il risultato è un bianco che unisce freschezza e complessità tannica, molto lontano dai bianchi industriali. Vignaioli Indipendenti, biologico e biodinamico certificato.

    Cascina degli Ulivi — Piemonte

    Stefano Bellotti è stato il vero pioniere della biodinamica in Italia, fin dal 1984. La sua Cascina degli Ulivi, nel Monferrato, ha dimostrato che è possibile fare vino senza nessun intervento chimico o tecnologico, semplicemente rispettando il ciclo naturale della vite. Il “Semplicemente Bianco” è diventato uno dei vini naturali più amati dagli appassionati: un bianco beverino, sincero, che sa di frutta matura e minerale. Biodinamico Triple A.

    Vigneti Massa — Piemonte, Colli Tortonesi

    Walter Massa ha praticamente salvato dall’estinzione il Timorasso, un vitigno autoctono piemontese dimenticato. I suoi vini Derthona sono oggi tra i bianchi italiani più ricercati: longevi, minerali, con una complessità che migliora negli anni. Vignaioli Indipendenti, agricoltura biologica, lieviti indigeni.

    La Felce — Liguria

    Una piccola cantina ligure che lavora su viti di 40 anni, con fermentazione spontanea in vasche di cemento e macerazione sulle bucce. I vini — Felcebianco e Felcerosso — hanno un profilo immediato, sincero, molto territoriale: aromi di erbe della macchia mediterranea, sorso fresco e sapido. Triple A, biologico. Un’ottima introduzione al vino naturale per chi si avvicina per la prima volta.

    Dove trovare vino naturale a Bologna

    Bologna è una città con una lunga cultura enologica, ma la scena del vino naturale è relativamente recente e concentrata in pochi luoghi che hanno fatto una scelta precisa di campo: non vendere tutto, ma scegliere bene.

    Trovare vino naturale di qualità significa cercare locali che abbiano una carta costruita con cognizione di causa, dove il personale conosce i produttori, sa spiegare la filosofia produttiva di ogni bottiglia e non ha paura di proporre qualcosa di insolito.

    Tra i locali del centro storico, Altotasso in Piazza San Francesco 6/d è uno dei punti di riferimento per chi cerca vini biologici, biodinamici e naturali a Bologna. La selezione include produttori come Radikon, Antico Broilo, Cascina degli Ulivi, Vigneti Massa e La Felce — tutti nomi che chi è appassionato di vino naturale riconosce immediatamente. Accanto ai vini in bottiglia, una selezione di vini al calice biologici e biodinamici permette di assaggiare senza dover aprire una bottiglia intera.

    Vino naturale a Bologna

    Altotasso — Piazza San Francesco 6/d

    Enoteca e bar alternativo nel cuore di Bologna. Vini naturali, biologici e biodinamici al calice e in bottiglia, con una selezione che include alcuni dei produttori più rispettati del panorama italiano: Radikon, Antico Broilo, Cascina degli Ulivi, Vigneti Massa, La Felce. Aperto tutti i giorni dal tardo pomeriggio a notte inoltrata.

    Vedi la carta dei vini →

    Domande frequenti sul vino naturale

    Il vino naturale è sempre migliore del vino convenzionale?

    Non necessariamente. Esistono vini naturali eccellenti e vini naturali difettosi, esattamente come accade per i vini convenzionali. La differenza è nella filosofia produttiva e nel rapporto con il territorio, non in una garanzia automatica di qualità. Un vino naturale mal fatto può avere difetti evidenti come eccessiva volatile o brett. Scegliere produttori seri è fondamentale.

    Il vino senza solfiti fa meno male?

    I solfiti sono presenti naturalmente in qualsiasi vino come sottoprodotto della fermentazione. I vini “senza solfiti aggiunti” ne contengono comunque una piccola quantità. L’idea che i solfiti causino il mal di testa è in parte un mito: più spesso il problema è l’istamina o la quantità di vino consumata. Detto questo, ridurre i solfiti aggiunti è una scelta che rispetta di più il vino e chi lo beve.

    Perché alcuni vini naturali sono torbidi?

    La torbidezza è dovuta alla presenza di fecce fini (cellule di lievito morte) che in un vino non filtrato rimangono in sospensione. Non è un difetto: molti produttori naturali scelgono deliberatamente di non filtrare per preservare complessità aromatica e struttura. Basta agitare leggermente il bicchiere: se l’aspetto migliora rapidamente, il vino è sano.

    Cosa è un orange wine?

    Un orange wine è un vino bianco prodotto con macerazione prolungata delle bucce, come avviene per i rossi. Il colore va dall’ambrato all’arancio intenso, con una struttura tannica insolita e aromi complessi. Non è una moda moderna: è una tecnica antichissima, ancora praticata in Georgia e nel Carso italiano. Un esempio classico è lo Slatnik di Radikon.

    Qual è la differenza tra vino biologico e vino naturale?

    Il vino biologico ha una certificazione ufficiale UE che regola la coltivazione in vigna e alcune pratiche in cantina. Il vino naturale è un concetto più ampio e meno regolamentato: implica agricoltura biologica o biodinamica più un approccio non interventista in cantina (lieviti indigeni, no filtrazioni aggressive, solfiti minimi). Non esiste una certificazione ufficiale per il “naturale”.

    Dove bere vino naturale a Bologna?

    Altotasso in Piazza San Francesco 6/d è uno dei punti di riferimento per il vino naturale a Bologna. La carta include vini biologici, biodinamici e Triple A di produttori italiani selezionati, con possibilità di assaggio al calice. Aperto tutti i giorni dal tardo pomeriggio a notte inoltrata.

    Come si abbina il vino naturale al cibo?

    I vini naturali si abbinano come qualsiasi vino: per affinità o per contrasto. I bianchi macerati e gli orange wine reggono bene i formaggi stagionati, i piatti speziati e le cucine etniche. I bianchi freschi biologici si abbinano al pesce e alle verdure. I rossi naturali vanno bene con carni e salumi. La regola generale è che la complessità del vino deve incontrare la complessità del piatto.

    Il vino biodinamico segue davvero il calendario lunare?

    Sì. La biodinamica Steineriana prevede che le lavorazioni in vigna e le degustazioni vengano programmate in base al calendario cosmico: giorni di radice, fiore, frutto e foglia hanno caratteristiche diverse e influenzano il vino in modo differente. Molti sommelier e degustatori confermano che lo stesso vino degustato in giorni diversi del calendario può sembrare molto diverso. È una pratica che divide gli esperti, ma difficilmente lascia indifferenti.

  • Birre artigianali a Bologna: guida alle spine e agli stili

    Birre artigianali a Bologna: guida alle spine e agli stili

     

    Scegliere una birra artigianale alla spina non è come ordinare una bionda qualsiasi. Stili, origini, gradazioni e metodi di fermentazione fanno la differenza. Questa guida aiuta a orientarsi — e a scegliere meglio la prossima volta che si è davanti a una lista di spine.

    Cosa significa birra artigianale

    La birra artigianale — o craft beer — si distingue dalla produzione industriale per tre caratteristiche fondamentali: piccole quantità prodotte, ingredienti selezionati e processi non standardizzati. Niente additivi, niente pastorizzazione spinta, niente omologazione del gusto verso il denominatore comune più basso.

    In Italia la cultura della birra artigianale ha conosciuto una crescita significativa a partire dagli anni Novanta, con l’apertura dei primi microbirrifici indipendenti. Oggi il panorama italiano comprende centinaia di produttori, con stili che spaziano dalle tradizioni ceche e tedesche fino alle influenze belghe e americane.

    La birra alla spina, quando proviene da un fusto ben conservato e servita alla giusta temperatura, offre un’esperienza difficilmente replicabile dalla bottiglia: la schiuma è più densa, l’aroma più vivace, la freschezza più immediata.

    “Una birra artigianale racconta il suo birrificio, il suo territorio e le scelte del suo mastro birraio. Come un vino, ha un’identità riconoscibile che va al di là del semplice dissetarsi.”

    I principali stili birrari: una guida rapida

    Prima di scegliere una birra alla spina, è utile conoscere i macro-stili di riferimento. La distinzione principale è tra bassa fermentazione (Lager, Pils, Bock) e alta fermentazione (Ale, Weizen, Blanche, IPA, Stout, Triple). Le due famiglie producono profili aromatici molto diversi.

    Pils e Lager — la tradizione ceca e tedesca

    La Pils è forse lo stile più antico e rigoroso. Nata in Boemia nel XIX secolo, si caratterizza per la fermentazione a bassa temperatura, il colore dorato, la schiuma compatta e un retrogusto luppolato secco e pulito. La versione ceca — con il luppolo Saaz — è considerata il modello originale. La Lager è uno stile affine, tendenzialmente più morbida e accessibile, con un’amarezza meno pronunciata.

    Weizen e Blanche — le birre di frumento

    Le birre di frumento si dividono in due grandi tradizioni. La Weizen tedesca (o Weissbier) è prodotta con una quota elevata di malto di frumento, si presenta velata e ambrata, con aromi tipici di banana e chiodo di garofano dovuti al lievito ad alta fermentazione. La Blanche belga è invece più chiara e speziata: si produceva tradizionalmente con coriandolo e scorza d’arancia, ed è una delle birre più rinfrescanti e aromatiche in circolazione.

    IPA — India Pale Ale

    L’IPA è uno degli stili più amati e discussi della cultura craft. Nata in Inghilterra nel XVIII secolo e rilancia dalla scena americana negli anni Ottanta, è caratterizzata da un’intensa luppolatura che produce aromi agrumati, resinosi, floreali e tropicali. La gradazione è generalmente medio-alta. Esiste nelle varianti American, West Coast, New England (più morbida e torbida) e East Coast, ognuna con un profilo aromatico e una struttura diversa.

    Triple belga — potenza e complessità

    Le Triple sono birre belghe ad alta fermentazione, di colore dorato, con gradazioni che si aggirano spesso intorno all’8–10%. Nonostante la forza alcolica, si bevono con sorprendente scorrevolezza grazie alla carbonazione vivace e al profilo aromatico complesso: spezie, agrumi, frutta matura, malto. Non sono birre da consumare in fretta.

    Bock — la birra forte tedesca

    La Bock è uno stile tedesco a bassa fermentazione, di colore ambrato o scuro, con una gradazione alcolica superiore alla media (spesso oltre il 6%). Il profilo gustativo è maltato, caldo, con note tostate e una dolcezza bilanciata. Perfetta per i mesi più freddi.

    Le birre alla spina di Altotasso

    Altotasso, in Piazza San Francesco 6/d a Bologna, propone una selezione di birre alla spina che attraversa i principali stili birrari europei e americani. La scelta è pensata per coprire un ampio spettro di gusti, dall’amante della Pils ceca più tradizionale a chi cerca qualcosa di più complesso e ad alta gradazione.

     

    Pils • Repubblica Ceca • Artigianale

    Malastrana Original Pils

    Vol.
    5%

    La Pils boema per eccellenza. Prodotta con il 100% di luppolo Saaz, fermentazione in vasche aperte per dieci giorni e maturazione di sei settimane nei tank orizzontali. Decisa ed equilibrata, con retrogusto luppolato secco, schiuma densa e compatta. Un prodotto che rispetta il più severo disciplinare di produzione della tradizione ceca.

    Per chi: ama la birra pulita, secca, classica. Ottima come prima birra della serata.

    Blanche • Italia • Artigianale

    White Riot

    Vol.
    4,8%

    Una Blanche reinterpretata in chiave contemporanea: oltre al classico coriandolo, la ricetta include polpa di pompelmo, scorze di arancia, limone, bergamotto e luppoli esotici. Colore giallo paglierino velato, schiuma bianca persistente. Al gusto, gli agrumi prevalgono su un amaro delicato e ben bilanciato. Leggera e dissetante, con un finale progressivamente più amaro.

    Per chi: cerca qualcosa di fresco e aromatico, con carattere agrumato. Ideale d’estate.

    Lager • Italia • Belluno

    Pedavena

    Vol.
    5%

    Birra storica italiana prodotta dal birrificio di Pedavena, in provincia di Belluno, fondato nel 1897. Super premium, con gusto pieno e aromatico, amarezza delicata e non troppo persistente. Una lager italiana con una storia lunga oltre un secolo, rimasta nel tempo grazie all’affetto dei suoi consumatori.

    Per chi: cerca una birra italiana di qualità con radici storiche, scorrevole e facile da bere.

    Weizen • Germania • Monaco

    Paulaner Weiss

    Vol.
    5,5%

    La Weizen bavarese per antonomasia. Paulaner è uno dei birrifici più antichi di Monaco di Baviera e la sua Weiss è un riferimento mondiale per lo stile: colore ambrato velato, schiuma abbondante, aromi di banana e chiodo di garofano dati dal lievito ad alta fermentazione. Corposa, dissetante, inconfondibile.

    Per chi: ama la tradizione tedesca e le birre di frumento profumate e corpose.

    Triple • Belgio • Alta fermentazione

    Lupulus

    Vol.
    8,5%

    Birra bionda belga Triple, non filtrata né pastorizzata per preservarne le caratteristiche organolettiche. Colore dorato velato, schiuma bianco avorio cremosa. Al naso, aromi di agrumi e malti luppolati. In bocca, un aroma rinfrescante con una nota speziata di timo. Il retrogusto secco, con sentori di coriandolo e buccia d’arancia, la rende complessa ma scorrevolissima nonostante la gradazione elevata. Tre tipi di luppolo, sia in caldaia che in piena fermentazione.

    Per chi: vuole esplorare la complessità belga. Da sorseggiare con calma, non da scolaresubito.

    Pilsner • Danimarca

    Carlsberg Pilsner

    Vol.
    5%

    La Pilsner internazionale più riconoscibile al mondo. Prodotta in Danimarca dal 1847, Carlsberg è la scelta per chi cerca una birra pulita, equilibrata e senza sorprese: colore dorato brillante, schiuma bianca, gusto lievemente luppolato e facile da bere.

    Per chi: preferisce qualcosa di familiare e scorrevole, adatto a qualsiasi momento della serata.

    East IPA • USA • New York

    Brooklyn East IPA

    Vol.
    6,9%

    Prodotta dal Brooklyn Brewery, uno dei birrifici artigianali più influenti degli Stati Uniti. La East IPA interpreta lo stile con una luppolatura intensa ma bilanciata, con note di agrumi, frutta tropicale e resina. La gradazione al 6,9% la rende robusta ma non eccessiva. È la IPA per chi vuole capire perché questo stile ha conquistato il mondo.

    Per chi: ama le birre luppolate e cerca qualcosa di carattere, con personalità americana.

    Bock • Rossa • Italia

    Futura Bock

    Vol.
    6,3%

    Una Bock rossa italiana con gradazione robusta. Lo stile Bock, di tradizione tedesca, si esprime qui in una versione dai toni caldi e maltati, con il colore rosso ambrato tipico della categoria. Una birra da meditazione, con corpo pieno e un profilo aromatico che premia chi si ferma a gustarla.

    Per chi: cerca qualcosa di strutturato e maltato, lontano dalle birre leggere estive. Ottima in abbinamento al cibo.

    Dove trovarle a Bologna

    Altotasso — Piazza San Francesco 6/d

    Tutte le birre descritte in questo articolo sono disponibili alla spina ad Altotasso. Aperto tutti i giorni dal tardo pomeriggio a notte inoltrata.

    Vedi il menù birre →

    Come scegliere la birra giusta

    Orientarsi davanti a una lista di spine può essere disorientante se non si conosce il vocabolario di base. Qualche criterio utile:

    Vuoi qualcosa di… Scegli
    Leggero e dissetante Pils (Malastrana), Lager (Pedavena), Carlsberg
    Fresco e aromatico White Riot (Blanche agrumata)
    Profumato e di frumento Paulaner Weiss
    Luppolato e con carattere Brooklyn East IPA
    Complesso e belga Lupulus Triple (8,5%)
    Strutturato e maltato Futura Bock

    Un consiglio pratico: se si è incerti, partire sempre dalle gradazioni più basse e dai profili più puliti (Pils, Lager), per poi avventurarsi verso stili più complessi nel corso della serata. E non aver paura di chiedere consiglio a chi serve: in un buon locale, il personale conosce le birre che versa.

    Domande frequenti sulla birra artigianale a Bologna

    Cosa distingue una birra artigianale da una industriale?

    Le birre artigianali vengono prodotte in piccole quantità, con ingredienti selezionati e senza processi di standardizzazione industriale. Non vengono in genere pastorizzate in modo aggressivo e non contengono additivi. Il risultato è una maggiore varietà di profili aromatici e una qualità percepita più alta.

    Qual è la differenza tra Pils e Lager?

    Entrambe sono birre a bassa fermentazione, ma la Pils — originaria della Boemia — ha un profilo luppolato più deciso e secco, con una schiuma compatta caratteristica. La Lager è uno stile più ampio e generico, tendenzialmente più morbida e accessibile.

    Cosa significa IBU in una birra?

    IBU sta per International Bitterness Units, l’unità di misura dell’amarezza della birra. Valori bassi (sotto 20) indicano birre dolci o poco amare; valori alti (oltre 60) segnalano birre con una luppolatura intensa, come molte IPA americane.

    Dove bere birre artigianali alla spina a Bologna?

    Altotasso in Piazza San Francesco 6/d è uno dei locali di riferimento a Bologna per la birra alla spina. La selezione comprende stili da tutto il mondo: Pils ceca, Blanche italiana, Weizen tedesca, IPA americana, Triple belga, Lager e Bock. Aperto tutti i giorni dal tardo pomeriggio a notte inoltrata.

    Le birre alla spina sono migliori di quelle in bottiglia?

    Non necessariamente migliori, ma diverse. La birra alla spina, se il fusto è ben conservato e la linea è pulita, offre una freschezza e una schiuma difficili da replicare in bottiglia. È un’esperienza diversa: più immediata, più conviviale.

    Qual è la birra più forte tra quelle alla spina di Altotasso?

    La Lupulus Triple belga, con il suo 8,5% di gradazione alcolica, è la più intensa tra le spine di Altotasso. Nonostante la forza, è sorprendentemente scorrevole grazie alla carbonazione vivace e al profilo aromatico complesso.

    Come abbinare la birra al cibo?

    Le Pils e le Lager si abbinano bene a piatti leggeri, fritti e formaggi freschi. Le Weizen sono perfette con salumi e piatti a base di frumento. Le IPA reggono bene i sapori forti e piccanti. Le Triple e le Bock si abbinano a formaggi stagionati e carni rosse. La Blanche agrumata è ottima con pesce e cucina mediterranea.

  • Bologna in un weekend: itinerario tra cibo, cultura e vita notturna

     

    Due giorni a Bologna bastano per capire perché questa città conquista chi la visita e non lascia mai del tutto chi ci ha vissuto. Un itinerario tra portici, mercati, trattorie storiche e la Bologna alternativa della notte.

    Sabato mattina: il Quadrilatero e Piazza Maggiore

    Il modo migliore per cominciare un weekend a Bologna è perdersi nel Quadrilatero, il mercato storico che si sviluppa attorno a Piazza Maggiore in un dedalo di vicoli medievali. È uno dei mercati urbani più antichi d’Italia, e la mattina presto — prima che arrivi il flusso turistico — è ancora un luogo vissuto dai bolognesi: salumieri, fruttivendoli, pescherie, negozianti di formaggi che aprono le saracinesche con il ritmo di chi lo fa da generazioni.

    Vale la pena fermarsi ad assaggiare qualcosa: una fetta di mortadella tagliata al momento, un assaggio di Parmigiano Reggiano stagionato, magari un bicchiere di vino bianco se la mattina lo permette. Il Quadrilatero non è un mercato da guardare, è un mercato da attraversare lentamente, con la borsa in mano.

    Da qui a Piazza Maggiore il passo è breve. La piazza è il cuore civile di Bologna: la Basilica di San Petronio sul lato sud è una delle chiese gotiche più grandi d’Europa, con una facciata incompiuta che racconta cinque secoli di ambizioni e compromessi. Il Palazzo del Podestà e il Palazzo Comunale completano il perimetro di una piazza che non ha bisogno di essere abbellita: è già perfetta.

    “Bologna è la dotta, la grassa e la rossa. Tre aggettivi che bastano a descrivere una città che ha fatto dell’intelligenza, del cibo e della passione politica la propria identità per secoli.”

    Sabato a pranzo: prima tappa in trattoria

    A Bologna mangiare male è quasi impossibile, ma mangiare bene richiede di evitare i locali intorno a Piazza Maggiore e cercare qualcosa di più autentico. Il quartiere Porto-Saragozza — con via del Pratello, via San Felice e via della Grada — è una delle zone più vive e genuine della città: un’enclave popolare e bohémien in un centro storico altrimenti piuttosto borghese.

    Fantoni, storica trattoria bolognese in via del Pratello, è uno dei riferimenti per chi cerca la cucina tradizionale nella sua versione più onesta: tagliatelle al ragù, lasagne, bollito. Niente fronzoli, niente rivisitazioni. Il tipo di posto dove si torna.

    In via della Grada si trova La Posta, ristorante toscano noto per la sua eccellente bistecca fiorentina. Una tappa obbligata per gli amanti della carne.

    Per chi preferisce restare vicino al Quadrilatero, La Taverna di Roberto in via San Vitale è una scelta eccellente: cucina tipica bolognese, ambiente genuino e a pochi passi dal mercato appena esplorato la mattina.

    Per chi si trova nel cuore universitario, vale la pena segnalare To Steki, ristorante greco in Largo Respighi, vicino a Piazza Verdi. Ottimo rapporto qualità–prezzo, cucina greca autentica e un’atmosfera informale che lo rende ideale per uno spuntino veloce o un pranzo senza pretese tra una visita e l’altra.

    Sabato pomeriggio: torri, chiese e portici

    Il pomeriggio è il momento giusto per esplorare il centro storico a piedi, senza fretta. Le mete non mancano.

    • Le Due Torri — la Garisenda e l’Asinelli sono il simbolo di Bologna. La torre degli Asinelli è visitabile: i 498 gradini portano a una vista sulla città che ripaga ampiamente la fatica.
    • Santo Stefano — il complesso delle Sette Chiese è uno dei luoghi più sorprendenti di Bologna. Un labirinto di edifici religiosi sovrapposti nel tempo, con un cortile romanico che sembra fermo al Medioevo.
    • I portici di Via Zamboni — il cuore universitario di Bologna, con i portici più lunghi del centro storico, librerie indipendenti e la presenza costante di studenti.
    • Pinacoteca Nazionale — per chi vuole cultura sotto i portici, la pinacoteca di via delle Belle Arti raccoglie una delle più importanti collezioni di pittura emiliana dal Duecento al Settecento.

    Il tardo pomeriggio è il momento dell’aperitivo. A Bologna questa parola ha un peso specifico diverso dal resto d’Italia: non è solo qualcosa da bere, è un momento sociale con una sua liturgia precisa. Il posto giusto per viverlo sarà la tappa della sera.

    Sabato sera: cena e vita notturna al Pratello

    La sera del sabato va vissuta nel quartiere Porto-Saragozza, tra Piazza San Francesco e via del Pratello. È una delle zone più caratteristiche di Bologna: un’enclave popolare e bohémien, animata da una forte vita notturna, con osterie, bar indipendenti e locali che conoscono i propri clienti per nome.

    Per la cena, sia Fantoni in via del Pratello che La Posta in via della Grada — con la sua eccellente bistecca fiorentina — sono ottimi anche la sera.

    Dopo cena, la tappa naturale è Altotasso, in Piazza San Francesco 6/d. È uno dei locali più riconoscibili di Bologna: nato come enoteca, si è trasformato nel tempo in un bar alternativo e spazio culturale dove convivono vini naturali e biologici, birre artigianali alla spina e cocktail — dai classici ai più innovativi, incluse proposte di mixology molecolare. L’atmosfera è informale, il pubblico eterogeneo, la serata difficile da prevedere: può finire con una degustazione silenziosa o con una conversazione che va avanti fino a notte inoltrata.

    Dove bere la sera a Bologna

    Altotasso — Piazza San Francesco 6/d

    Bar alternativo e spazio culturale nel cuore di Bologna. Vini naturali e biologici, oltre dieci birre artigianali alla spina, cocktail classici e di mixology molecolare. Aperto tutti i giorni dal tardo pomeriggio a notte inoltrata. Occasionalmente ospita eventi culturali: mostre, presentazioni di libri, serate tematiche.

    Indirizzo Piazza San Francesco 6/d, Bologna
    Orari Dom–Lun 17:00–02:00  |  Mar–Gio 17:00–03:15  |  Ven–Sab 16:30–04:45
    Accesso ZTL totale — raggiungibile a piedi o in bicicletta

    Scopri Altotasso →

    Domenica mattina: Piazza San Francesco e dintorni

    La domenica mattina è il momento più tranquillo per visitare Piazza San Francesco. La piazza è uno dei luoghi meno turistici del centro storico: niente bancarelle, niente tour organizzati. Al centro domina la Basilica di San Francesco, uno dei primi esempi di architettura gotica in Italia, costruita tra il 1236 e il 1263. L’ingresso è gratuito e vale una visita: le volte a crociera e le absidi poligonali sul retro sono tra gli elementi medievali più raffinati di Bologna.

    Dalla piazza si può esplorare via del Pratello, la strada porticata che è da decenni il cuore della Bologna alternativa, e le sue traverse, come via Pietralata. Di domenica mattina il Pratello è quasi deserto: un’occasione rara per vederlo senza la folla della sera, con le serrande abbassate e la luce che filtra tra i portici.

    Domenica a pranzo: l’ultimo pasto bolognese

    Il pranzo della domenica a Bologna è un rito. Le trattorie storiche della città sono piene di famiglie e di bolognesi che escono di casa per mangiare fuori, come si faceva una volta. È il contesto ideale per assaporare i grandi classici della cucina emiliana senza fretta: tagliatelle al ragù, tortellini in brodo, lasagne verdi. Piatti che a Bologna hanno una ricetta depositata alla Camera di Commercio e che nei posti giusti si mangiano ancora come devono essere.

    Fantoni in via del Pratello e La Posta in via della Grada sono ottime opzioni anche per il pranzo domenicale. Chi non ha ancora provato la bistecca fiorentina de La Posta ha un ottimo motivo per tornarci.

    Consigli pratici per il weekend

    Come muoversi
    Il centro storico è quasi interamente ZTL. L’ideale è lasciare l’auto ai parcheggi scambiatori e spostarsi a piedi o in bicicletta. Bologna è una città compatta: tutto il centro è raggiungibile in 15–20 minuti a piedi.
    Quando venire
    La primavera (aprile–giugno) e l’autunno (settembre–ottobre) sono i periodi migliori. L’estate bolognese può essere afosa, ma la città si svuota e i prezzi scendono. L’inverno ha il suo fascino, soprattutto con la neve sui portici.
    Dove dormire
    Per trovare appartamenti nel centro storico di Bologna, il sito di riferimento è apartmentsbologna.com, con una selezione di alloggi in posizioni centrali dalla zona della stazione al quartiere Porto-Saragozza.
    Cosa evitare
    I ristoranti con il menù plastificato tradotto in cinque lingue intorno a Piazza Maggiore. Le trattorie storiche di Bologna sono nei vicoli, non sui frontali delle piazze principali.

    Domande frequenti su Bologna in un weekend

    Quanto tempo serve per visitare Bologna?

    Un weekend di due giorni è sufficiente per visitare i luoghi principali e avere il tempo di assaporare la città senza correre. Chi ha tre giorni può permettersi di esplorare anche i colli bolognesi o i comuni limitrofi come Dozza o Brisighella.

    Cosa mangiare assolutamente a Bologna?

    Tagliatelle al ragù, tortellini in brodo, lasagne verdi e mortadella sono i quattro imprescindibili. Da evitare: gli spaghetti alla bolognese, che a Bologna non esistono. Il piatto di pasta è la tagliatella, non lo spaghetto.

    Dove mangiare bene senza spendere troppo a Bologna?

    Le trattorie storiche della città offrono ottima cucina a prezzi ragionevoli. La Taverna di Roberto in via San Vitale è un ottimo riferimento per la cucina tipica bolognese vicino al Quadrilatero. Fantoni in via del Pratello è un riferimento per la cucina bolognese tradizionale nel quartiere Porto-Saragozza. La Posta in via della Grada è invece un ristorante toscano, ottimo per la bistecca fiorentina. Per la cucina greca con ottimo rapporto qualità–prezzo, To Steki in Largo Respighi, vicino a Piazza Verdi, è una delle migliori opzioni nella zona universitaria. In generale, allontanarsi di qualche centinaio di metri dal centro turistico migliora sempre il rapporto qualità–prezzo.

    Dove dormire a Bologna per un weekend?

    Per trovare appartamenti nel centro storico di Bologna, il sito apartmentsbologna.com offre una selezione di alloggi in posizioni centrali, dalla zona universitaria al quartiere Porto-Saragozza. Scegliere un appartamento nel centro permette di muoversi a piedi e vivere la città in modo più autentico rispetto ai grandi hotel periferici.

    Dove bere bene la sera a Bologna?

    Il quartiere di Piazza San Francesco e via del Pratello è il riferimento per la vita notturna alternativa di Bologna. Altotasso, in Piazza San Francesco 6/d, è uno dei locali più riconoscibili della zona: vini naturali, birre artigianali e cocktail — incluse proposte di mixology molecolare — in un’atmosfera informale e conviviale.

    Bologna è adatta a un weekend in coppia?

    Sì. Bologna è una città a misura d’uomo, compatta e ricca di angoli romantici. I portici, le piazze medievali, le trattorie intime e i locali serali con buon vino la rendono una destinazione ideale per un weekend di coppia in qualsiasi stagione.

    Si può girare Bologna senza la macchina?

    Sì, anzi è il modo migliore. Il centro storico è quasi interamente ZTL. Tutto ciò che vale la pena vedere è raggiungibile a piedi in meno di venti minuti dalla stazione. La bicicletta è comoda per spostarsi tra un quartiere e l’altro.

    Cosa vedere a Bologna in due giorni se è la prima volta?

    Piazza Maggiore, la Basilica di San Petronio, il Quadrilatero, le Due Torri, Santo Stefano, via del Pratello e Piazza San Francesco con la sua basilica gotica. In due giorni si riesce a vedere tutto questo camminando senza fretta e fermandosi a mangiare come si deve.