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2 126 e vino

dscn1311.jpgIl rosso cinese

In Cina sempre più spesso si brinda con il vino

Ganbei! Questo invito al brindisi si sente spesso tra i tavoli dei  ristoranti o nei bar della Cina, il paese che produce e consuma più alcolici al mondo. Fino a qualche anno fa si usava abitualmente brindare con i bai jiu ( i liquori come le grappe di riso, ai frutti, con le radici e le erbe piu’ diverse), ora si sente più spesso quando qualche bicchiere di vino viene sollevato; infatti, mentre la vendita del vino nel resto del mondo subisce una leggera flessione, in Cina le vendite crescono. Il consumo per persona aumenta al ritmo del 55% all’anno. La ricca tradizione di produzione vinicola cinese è antica, risale infatti al secondo secolo prima di cristo, poco  prima della dinastia Han. La maggior parte della produzione era situata nella provincia occidentale dello Xinjiang. Ma fino alla dinastia Tang l’uva era un frutto  sconosciuto nel resto della Cina, fino a quando l’imperatore Tai non decise di piantare delle vigne nel suo giardino privato per poter assaporare il frutto e il suo succoso liquore. La coltivazione si diffuse succesivamente a Tsingtao e a Qingxu, nella provincia dello Shanxi, ed a Tonghua nella provincia dello Jilin, che divennero il cuore della produzione. La prima cantina di tipo occidentale è del 1892  (ad opera della società vitinicola di Zhang Yu a Yantai, nella provincia di Shandong),  durante gli ultimi anni di regno della dinastia Qing. Chang Bishi, un uomo con la passione per il vino, introdusse i metodi di lavorazione moderni, sostituendo le otri di terracotta, dove si lasciava riposare il vino, con le botti di legno, e diversificando i vitigni. Nel 1980 con la creazione della prima joint-venture Franco-Cinese (la Dynasty Winery Corporation), lo sviluppo delle case vitinicole Great Wall e Changyu (che occupavano la metà del mercato interno),  e grazie a  Guo Qichang, che  rinnovò le tecniche per la lavorazione del vino, l’industria  vinicola è diventata una realtà importante. L’ultimo passo si è  avuto nel 1996-97 quando il Governo cinese ha stanziato parte degli aiuti dati all’agricoltura tradizionale, verso la produzione vinicola, aiutando in questo modo anche i piccoli produttori. Il paese si può suddividere in due grandi zone di produzione: nell’entroterra al nord (Ningxia, Xinjiang) predominano i vitigni tradizionali come Wuhebai, Longyan e Niunai, insieme ad alcune tecniche tradizionali come quella di sotterrare le viti per proteggerle dal freddo. Nella zona centro-settentrionale (Hebei, Shandong, le aree intorno a Beijing e Tianjin) provengono i marchi più commerciali come Dynasty, Zhang Yu, Great Wall, Qingdao e Tonghua.

Oggi la maggior parte delle case vinicole statali sono in  joint-venture con aziende dalla Francia o dalla Spagna, che forniscono i macchinari, mentre la terra, il lavoro, ed i costi sono coperti dal Governo cinese. Altre realtà sono la Grace Vineyards nella provincia dello Shanxi, l’italiana Sella & Mosca Winery (il Catai chardonnay,  cabernet sauvignon o merlot) nella provincia dello Shandong, che producono piccole quantità di ottimo vino a prezzi ragionevoli. Il prezzo...

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